08 ottobre 2007

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 bioguida

03 ottobre 2006

FRASE

"Lo spazio e il tempo non sono condizioni in cui viviamo ma in cui pensiamo."
Albert Einstein

03 agosto 2006

LE MALATTIE DA DIAGNOSI

La diagnosi, sempre, aggrava lo stress, stabilisce un' "incapacita", impone inattività, concentra i pensieri del soggetto sulla non-guarigione, sull'incertezza e sulla sua dipendenza da futuri ritrovati medici: tutte cose che equivalgono a una perdita di autonomia nella determinazione di se'. Inoltre, isola la persona in un ruolo speciale, la separa dai "normali" e dai "sani" ed esige sottomissione all'autorita' di un personale specializzato. Quando tutta una società si organizza in funzione di una caccia preventiva alle malattie, la diagnosi assume allora i caratteri di una "epidemia".
Ivan Illich, "Nemesi Medica - L'espropriazione della salute", 1976.
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01 agosto 2006

IL SENSO DI COLPA

"Quando commettiamo errori, piuttosto che sguazzare nel senso di colpa, possiamo trarre profitto purificandoli e continuare sul percorso. Come prima cosa, passiamo in rassegna le nostre azioni e sinceramente pentiamoci di quelle che hanno recato danno a noi stessi o agli altri (tali azioni sono motivate inevitabilmente da ignoranza, rabbia, o attaccamento...). Il rammarico è diverso dal senso di colpa: quest'ultimo, d'altra parte, è una forma di odio verso se stessi. Il rammarico nasce dopo una accurata valutazione delle nostre azioni e si fonda su una visione equilibrata dell'io. Il senso di colpa, al contrario, è una forma di odio verso se stessi. Esso è basato su una visione negativa dell'io e nasce da una eccessiva enfatizzazione della negatività dei nostri errori. Pentendoci dei nostri errori, noi possiamo imparare da essi e migliorare nel futuro, mentre sentendoci in colpa rimaniamo chiusi dentro in una spirale discendente ed improduttiva".
Tradotto da: "Working with Anger", Thubten Chodron, Ed. Snow Lion.
www.thelivingspirits.net

17 luglio 2006

PENSI ANCORA A QUELLA DONNA...?

Un giovane monaco e il suo maestro Zen stavano rientrando al monastero sotto una fitta pioggia... La strada era fangosa e sporcava i loro vestiti.
Ad un tratto videro una bella fanciulla con uno splendido kimono di seta e un ombrellino, che esitava prima di attraversare una pozzanghera partciolarmente grande.
Il maestro, allora, si fece vicino e si offrì di prenderla in braccio per aiutarla a sporcarsi il meno possibile.
Attraversata la pozzanghera e ripresa la strada dove diventava meno fangosa, il maestro si congedò dalla ragazza, sotto gli occhi stupiti del suo giovane allievo.
Passò poco tempo, quando il monaco non potè fare a meno di chiedere:
"Maestro, poco fa tu ti sei avvicinato ad una bella ragazza e l'hai addirittura presa in braccio per aiutarla ad attraversare la strada... Come si concilia tutto questo con i nostri precetti che ci impongono di evitare le tentazioni dei contatti con l'altro sesso, proprio per concentrarci con maggiore impegno nella meditazione?"
Il maestro rispose:
"E' vero. Io prima ho preso in braccio una bella ragazza.
... E tu te la porti ancora dietro?"

14 luglio 2006

IL SOLE

"Vi sono esseri grandi, nobili e puri che hanno vissuto e ancora vivono sulla terra; ma quali che siano le loro qualità, è impossibile trovare una creatura che possa essere paragonata al sole per luce, amore e generosità. Il sole è l’unico sulla terra che esprima la grandezza di Dio, ed è lui che dobbiamo prendere come modello. Se gli esseri umani sono spesso deboli, cupi, tristi e astiosi, è perché non hanno per ideale qualcosa di infinito. Il loro ideale è di assomigliare a un dato membro della loro famiglia, a un certo uomo politico, a un determinato attore o a un certo miliardario. Ma che modelli sono questi? Andate a vedere le loro debolezze, le loro angosce, i loro disordini! Il sole, invece... Niente può essere paragonato a lui. Se lo prenderete come modello, il vostro intelletto riceverà la sua luce, il vostro cuore il suo calore, il vostro spirito la sua potenza. E, soprattutto, come lui, saprete essere generosi."
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Omraam Mikhaël Aïvanhov

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12 luglio 2006

LA SITUAZIONE DEI CANI IN ROMANIA






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TRE RAGIONI PER ESSERE FELICI

Ci sono 3 ragioni per essere felici nella giornata:

- al mattino, quando ci si sveglia,

perchè si ha un'intera giornata davanti...
- al pomeriggio, perchè se la prima parte della giornata è andata male,
ne rimane ancora una seconda per migliorare...
- alla sera, perchè se la giornata è andata bene, ne sarò felice,

mentre se è andata male, sarò felice che sia finita...

(antico detto cinese)

11 luglio 2006

RIGIDO, TENERO...

L'uomo, quando nasce, è tenero e debole.
Quando muore è duro e rigido.
Le piante, quando nascono, sono tenere e delicate.
Quando muoiono sono aride e secche.
Per questo il duro e il rigido
sono compagni della morte,
mentre il tenero e il debole
sono compagni della vita.
Un'arma troppo dura
si spezza;
un albero troppo rigido si schianta.
Ciò che è duro e rigido inaridisce,
ciò che è tenero e debole fiorisce.

Tao Te Ching (LXXVI)

UN ALLIEVO OBBEDIENTE

In un piccolo paese del Giappone giunse, un tempo, il maestro Zen Bankei, che attirò subito un grande interesse... la sua eloquenza, le sue lezioni, il suo insegnamento erano particolarmente apprezzati, grazie soprattutto alla grande arguzia e lucidità. Ben presto la sua fama si diffuse così tanto nei dintorni da far accorrere moltissime persone ai suoi insgenamenti pubblici, compresi i seguaci di un'altra setta buddhista, la Nichiren, presieduta in quei luoghi da un monaco particolarmente agguerrito. Accadde infatti che egli, vedendo ridursi il numero di discepoli, decise di fare visita al maestro Zen, per mettere in chiaro le cose e trovare una soluzione a questa "invasione" non gradita... Giunto sul posto in occasione di un discorso pubblico, attese che tutti si fossero sistemati ai propri posti e poi proruppe:
"... sono venuto qui per incontrare questo famoso insegnante Zen, che con le sue chiacchiere ha distolto tanti miei praticanti dalla giusta Via...
Fammi vedere come comandi alla tua folla: chi ti rispetta ti seguirà sicuramente, ma un uomo come me non ti rispetta... come puoi convincermi ad obbedirti?"
E Bankei disse: "Vieni qui accanto a me e te lo dimosterò"
... il monaco si fece largo tra la gente e si avvicinò sprezzante...
"Vieni, siediti qui alla mia sinistra" disse Bankei...
Ed egli si sedette.
"No, anzi mettiti alla mia destra, così parleremo meglio"
... e lui si alzò e sedette di nuovo.
"Come vedi" notò Bankei,
"stai facendo esattamente quello che ti ordino e trovo che tu sia molto gentile ad obbedire. Adesso stai zitto e ascolta le mie parole..."
Il monaco rimase in silenzio...